Etichettatura del Miele

Salve a tutti, siamo tornati. Ci scusiamo se siamo stati assenti e non abbiamo pubblicato nuovi articoli ma Francesco si è preso qualche settimana di vacanza, visitando una bellissima città della Francia, Parigi. Ecco qui alcune foto del viaggio:

Da apicoltoruaathome

Un utente ci ha informato che quando decidiamo di andare in ferie oppure manchiamo a qualche appuntamento degli articoli, ebbene mettere degli avvisi. Avete perfettamente ragione infatti dalla prossima volta faremo così. Molti di voi ci hanno consigliato di iniziare a fare video su youtube, ma per il momento abbiamo deciso di non farlo, solamente per una questione di tempo, in quanto entrambi non riusciamo già  a scrivere sempre articoli ricchi di contenuti ogni settimana figuriamoci trovare il tempo per montare video. E poi così evitiamo anche di togliere la “Scena” a molti altri apicoltori più bravi di noi. Grazie per il vostro contributo ma vogliamo mantenere la nostra “originalità” continuando a “Scrivere” Articoli, e vi ringraziamo ogni giorno che dedicate i vostri minuti per seguirci.

Detto ciò iniziamo a parlare del nuovo argomento di Oggi e cioè L’etichettatura del miele e dei prodotti delle api come pappa reale, propoli e polline.

Avete già letto questi articoli: Allevamento Api Regine Parte IFasi di sviluppo delle apiIl SaccheggioAcido Ossalico PARTE I

Premessa

Con questo articolo cercheremo di fornire più informazioni possibili riguardo l’etichettatura del miele offrendo la possibilità a tutti i nostri lettori di produrre etichette a norma di legge senza incorrere a sanzioni previste dalla regione.

Regolamento del 25 Ottobre 2011

E’ stato emanato il nuovo regolamento che disciplina l’etichettatura dei prodotti alimentari, come miele, polline e pappa reale.  Il regolamento stabilisce un periodo transitorio entro il quale l’apicoltore deve conformarsi alle nuove regole. Il regime transitorio prevede un periodo di tre anni a partire
dalla pubblicazione (22/11/2011) entro il quale sarà ancora possibile utilizzare etichette conformi alle vecchie normative, esteso a cinque anni per quanto riguarda l’etichettatura nutrizionale.

Informazioni obbligatorie da riportare

  • Denominazione di vendita dell’alimento
  • Quantità netta dell’alimento
  • Termine minimo di conservazione
  • Nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare
  • Sede dello stabilimento di produzione o confezionamento
  • Paese di origine
  • Lotto

Qui sotto sono riportate nello specifico ogni singola informazione obbligatoria, sopra citata:

Denominazione di vendita dell’alimento

Esistono in vigore due forme di denominazione, chiamate:

  • Minima: MIELE in favo o MIELE con pezzi di favo o sezioni di favo nel miele o  MIELE filtrato (Attenzione questo ultimo termine si riferisce alla filtrazione spinta da non confondere con la normale procedura di filtrazione.
  • Facoltativa: Miele di nettare, Miele di fiori, Miele di melata, Miele scolato, Miele centrifugato, Miele torchiato.

Ad esclusione del miele filtrato è possibile fare riferimento a:

  • Origine botanica: Ad esempio Miele di castagno, di girasole, di mille fiori, di bosco.
  • Origine geografica:Cioè se il miele proviene totalmente dall’origine indicata.Ad esempio Miele da collerosso

Attenzione alla denominazione Miele di millefiori, Non può definirsi miele «Millefiori» un prodotto derivante dalla miscelazione di diversi mieli di origine monofloreale; Si dice miele «Millefiori» il prodotto rispondente al Decreto legislativo n. 179 del 21 maggio 2004 – recante «Attuazione
della Direttiva 2001/110/CE concernente la produzione e la commercializzazione del miele» – e per il quale non sia definibile una esclusiva (monoflora) o precisa (fiori/nettare o melata) origine botanica.

Fonte (Circolare MIPAAF 31 maggio 2012, n. 4 – Applicazione del D.Lgs
n. 179/04, concernente la produzione e la commercializzazione del
miele (GU n. 139 del 16-6-2012)

Prima di andare avanti facciamo un riepilogo, insieme:

Cosa E’ IDONEO:

  • MIELE
  • MIELE DI CASTAGNO
  • MIELE DI CASTAGNO DEL MONTE ROSSO
  • MIELE IN FAVO DI ACACIA
  • MIELE CON PEZZI DI FAVO DI CASTAGNO
  • MIELE DI NETTARE
  • MIELE DI MELATA
  • MIELE DI FIORI

Cosa NON E’ IDONEO

  • MIELE PURO D’API
  • MIELE NATURALE
  • MIELE ESPETTORANTE DI EUCALIPTO
  • MIELE AFRODISIACO
  • MIELE STIMOLANTE
  • MIELE DI PRATO
  • MIELE DI MONTAGNA
  • MIELE VERGINE INTEGRALE

Casi eccezionali

Doppia indicazione floreale e/o vegetale

La doppia indicazione floreale e/o vegetale può essere utilizzata a condizione che i fiori e/o i vegetali indicati abbiano lo stesso periodo di produzione di nettare e/o melata e siano della stessa origine geografica (esempio: Miele di castagno e tiglio);

  • Ciascuna delle origini botaniche indicate deve essere significativa ed il miele deve provenire interamente o principalmente dalle due origini indicate;
  • Il miele deve avere, come nel caso dell’indicazione monofloreale, caratteristiche organolettiche, fisico-chimiche e microscopiche della duplice origine da cui proviene;
  • Allorché i fiori e/o vegetali indicati non hanno lo stesso periodo di produzione di nettare e/o di melata e la stessa origine geografica, si può indicare l’origine floreale e/o vegetale duplice o multipla a condizione che il termine “miscela” appaia chiaramente in etichetta.

Quantità netta dell’alimento

Si devono utilizzare solamente due unità di misura cioè:

  • Grammi- g
  • Chilogrammi-kg

Attenzione: Dopo l’indicazione dell’unità di misura NON va messo il punto “.” ad esempio kg.

Considerato che la quantità da indicare sull’imballaggio è in ogni caso quella netta o nominale, non è necessario far precedere l’indicazione dalle diciture “peso netto”, “contenuto netto”, o da diciture simili. Inoltre La disciplina metrologica (D.P.R. 391/80) regolamenta le altezze minime dei caratteri in base al peso (volume) del prodotto.

Eccole in esempio.

  • Fino a 50 (Altezza minima 2 mm)
  • Da 50 a 200 (Altezza minima 3 mm)
  • Da 200 a 1000 (Altezza minima 4 mm)
  • Oltre i 1000 (Altezza minima 6 mm)

Ricapitoliamo insieme anche quì, senno abbiamo paura che rischiate di fare qualche errore:

Dicitura CORRETTA (ESEMPIO)

  • 1 kg ( 1000 g)
  • 1 kg
  • 200 g
  • 500 g
  • 500 grammi

Dicitura ERRATA (ESEMPIO)

  • 1 kg.
  • 1 KG.
  • 3 etti
  • 800 gr
  • GR. 400

Termine minimo di conservazione

Questo significa che si intende la data fino alla quale il prodotto conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione.

La data deve essere preceduta dalla seguente scritta: “da consumarsi preferibilmente entro il…” oppure “da consumarsi preferibilmente entro fine…”

Dicitura errata:

  • Da consumarsi entro il 2014
  • Da consumarsi preferibilmente entro il 2014

Nome o ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare

Si deve riportare quanto segue:

  • Cognome Nome
  • Via e numero civico
  • Città (provincia)

Oppure:

  • Prodotto e confezionato
  • da Cognome Nome
  • via, numero civico
  • Città (provincia)

Paese di origine

Sull’etichetta devono essere indicati il Paese o i Paesi di origine in cui il miele è stato raccolto.

La dizione “Miele italiano” può essere sufficiente a definire il Paese di origine (Circolare 31 maggio 2012, n. 4).

Lotto

Va indicato sempre. Rappresenta una tutela merceologica. Il lotto va indicato facendo precedere il codice dalla lettera “L” non puntata. Questa può essere omessa qualora è riportato in modo ben distinto dalle altre indicazioni presenti in etichetta.

Il codice può essere composto da: numeri, lettere, numeri + lettere.

Dicitura Corretta

  • L 120/06
  • Da consumarsi preferibilmente entro il 15/01/2017
  • L Sassari 1

Etichettatura della pappa reale e del polline

Se prodotto alimentare, in etichetta occorre riportare le seguenti indicazioni:

  • Denominazione di vendita
  • Quantità netta o nominale
  • Termine minimo di conservazione
  • Nome o ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del
  • settore alimentare
  • Sede dello stabilimento di confezionamento
  • Lotto
  • Indicazioni per la conservazione (pappa reale fresca e polline congelato)

Se integratore alimentare, in etichetta occorre riportare le seguenti informazioni (D.Lgs 169/2004,art. 6):

  • Nome commerciale
  • Quantità netta o nominale
  • Elenco e le quantità degli ingredienti presenti
  • Nome o ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare
  • Sede dello stabilimento di confezionamento
  • Lotto
  • Indicazioni per la conservazione
  • Istruzioni per l’uso
  • Data di scadenza
  • Dose giornaliera raccomandata con un’avvertenza a non eccedere
  • Avvertenza: “gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata”, obbligatoria per gli integratori contenenti sostanze nutritive o ad effetto nutritivo
  • Avvertenza: “tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni”
  • Effetto nutritivo e fisiologico attribuito al prodotto sulla base dei suoi costituenti

Non è, inoltre, possibile attribuire agli integratori alcun tipo di attività terapeutica, di prevenzione o di cura delle patologie umane, né affermare o sottintendere che una dieta sana e bilanciata non fornisca tutte le sostanze nutritive necessarie all’organismo.

NOVITA

  • Leggibilità:Il nuovo regolamento detta le regole per rendere le informazioni riportate in etichetta più leggibili. Per ora queste si riferiscono all’altezza minima dei caratteri da utilizzare (art.13.2-3): dovranno avere altezza minima di 1,2 mm (altezza media
    riferita alla lettera x minuscola) 0,9 mm in caso di etichette la cui superficie più ampia è
    inferiore a 80 cm2
  • Campo visivo: Devono essere riportate nello stesso campo visivo la denominazione di vendita e la quantità netta. Rispetto alle norme precedenti viene meno l’obbligo di riportare nel suddetto campo visivo il termine minimo di conservazione (TMC).
  • Etichetta nutrizionale: Rimane facoltativa l’indicazione delle caratteristiche nutrizionali, ma qualora le si voglia riportare devono essere indicate secondo quanto previsto dal nuovo regolamento: I valori devono essere espressi in grammi e riferiti a 100g/100 ml o, se del caso, alla porzione o all’unità di consumo.

Per la vendita al dettaglio il miele deve essere immesso nel mercato in contenitori chiusi ed etichettato secondo la norma. Il contenuto della confezione non deve poter essere modificato senza che essa sia aperta o alterata (Art.1 comma 2 punto b D.Lgs 109/92). A tale scopo può essere utile il sigillo di garanzia che è in grado di tutelare il consumatore ed il produttore da eventuali manipolazioni.

Riferimenti Normativi di cui far riferimento

Qui di seguito vi elenchiamo i riferimenti normativi di cui far riferimento oppure contattare la vostra ASL di appartenenza per eventuali chiarimenti.

  • D.Lgs del 27 gennaio 1992, n. 109 – G.U. n. 39 del 17/02/92 Attuazione delle direttive 89/395 CEE e 89/396 CEE concernenti l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari
  • D.Lgs del 21 maggio 2004, n. 169 – G.U. del 15/07/04 Attuazione della direttiva 2002/46/CE relativa agli integratori alimentari
  • D.Lgs del 21 maggio 2004, n. 179 – G.U. n. 168 del 20/07/2004 Attuazione della direttiva 2001/110 CE concernente la produzione e la commercializzazione del miele
  • D.Lgs del 8 febbraio 2006, n. 114 – G.U. n. 69 del 23/03/06 Attuazione delle direttive 2003/89/CE, 2004/77/CE e 2005/63/CE in materia di indicazione degli ingredienti contenuti nei prodotti alimentari
  • Decreto Ministeriale 5 agosto 1976 – G.U. n. 210 del 10/08/76 Disposizioni in materia di preimballaggi CEE e di bottiglie recipienti-misura C.E.E.
  • D.P.R. 26 maggio 1980, n. 391. Disciplina metrologica del preconfezionamento in volume o in massa dei preimballaggi di tipo diverso da quello C.E.E.
  • Circolare MIPAAF 8 marzo 2005, n. 1 – G.U. n. 67 del 22/03/05 Applicazione del D.Lgs 21 maggio 2004 n. 179 concernente la produzione e la commercializzazione del miele
  • Circolare MIPAAF del 12 dicembre 2006, n. 2 Applicazione del D.Lgs 21 maggio 2004 n. 179 e Legge 11 marzo 2006, n.81 (art. 2-bis), concernenti produzione e commercializzazione del miele
  • Circolare MIPAAF del 12 luglio 2007, n. 3 Applicazione del D.Lgs 21 maggio 2004 n. 179 concernente la produzione e la commercializzazione del miele – Miele di bosco
  • Circolare MIPAAF del 31 maggio 2012, n. 4 Applicazione del D.Lgs 21 maggio 2004 n. 179 concernente la produzione e la commercializzazione del miele
  • Legge 25 ottobre 1978 n. 690 Adeguamento dell’ordinamento interno alla direttiva del consiglio delle comunità europee n.76/211/CEE relativa al precondizionamento in massa o in volume di alcuni prodotti in imballaggio preconfezionati
  • Legge 11 marzo 2006 n. 81, che prevede all’art. 2-bis che “sull’etichetta devono essere indicati il Paese o i Paesi di origine in cui il miele è stato raccolto” Nota esplicativa n. 61913.OTC.2005.EN, sulla Direttiva 2001/110/CE, della Commissione Europea del 22 gennaio 2006
  • Regolamento CE n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il Reg. CE n. 2092/91 – Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 189/1 del 20.7.2007
  • Regolamento CE n. 889/2008 della Commissione del 5 settembre 2008 recante modalità di applicazione del Reg. CE n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l’etichettatura e i controlli – Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 250/1 del 18.9.2008
  • Regolamento (UE) n. 271/2010 della Commissione del 24 marzo 2010 recante modifica del Reg. CE n. 834/2007 del Consiglio, per quanto riguarda il logo di produzione biologica dell’Unione europea – Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L84/19 del 31.3.2010
  • Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione.

Ebbene per oggi abbiamo concluso l’articolo, ci vediamo al prossimo.

Grazie

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