LA VARROA parte I

Salve a tutti, oggi parliamo di varroatosi o varroa che colpisce la nostra ape italiana

Una malattia parassitaria dell’ape causata da un acaro di nome Varroa destructor scoperto per la prima volta in Italia nel 1984. Colpisce in maniera particolare l’ape italiana ( apis mellifica ), attacca sia le api adulte sia le larve.

La varroa è considerata un tipo di infestazione più diffusa in Italia, che la rende difficile da gestire. Senza l’intervento dell’uomo purtroppo l’alveare è destinato a morire o a sciamare.

ORIGINI 

Le sue origini risalgono dall’Asia orientale, dove viveva e vive tuttora a spese delle api della zona. Su queste zone però la varroa si è stabilizzata così tanto da creare un legame indissolubile con l’ape senza però creare particolari problemi. All’inizio è stata sottovalutata dagli apicoltori che con il tempo entrando in contatto con l’Apis mellifica italiana, non abituata alla convivenza con il parassita, non fu più in grado di resisterle.

I primi focolai di varroa in territorio italiano risalgono agli 80 nella regione del Friuli Venezia Giulia, mentre nel novembre dell’anno seguente, vicino Viterbo, diversi alveari morirono colpiti dall’acaro. Si pensa che la causa sia stata dovuta al commercio di materiale apistico proveniente dall’estero e dalle stesse api infette  contenute magari dentro casse. Un’attenta analisi negli anni ha portato alla conclusione che la causa principale fu il commercio e lo spostamento di alveari in modo illegale e sopratutto senza le dovute precauzioni sanitarie.

SVILUPPO DELL’ACARO

La varroa una volta infestato l’alveare, si trasferisce sull’ape, infestato e causando danni alla colonia.

Con il proprio apparato boccale fora facilmente le membrane esterne del corpo dell’operaia e delle larve, causando danni agli individui colpiti: indebolimento, ferite, lesioni gravi al corpo seguite da malformazioni delle larve. L’acaro per svilupparsi e crescere assorbe succhiando l’emolinfa delle larve che stanno crescendo dentro le celle. Esso fuoriesce dalla cella solo nel momento in cui la larva dopo che ha raggiunto la fase di sviluppo rompe l’opercolo della cella. Successivamente si sposta liberamente penetrando in altre celle e ripetendo il processo oppure si aggrappa sul dorso dell’ape cercando  di sfruttarla per andare a colonizzare infestando un’altro apiario. La vita di un’acaro dura circa 30 giorni d’estate e 150 giorni d’inverno.

RICONOSCERLO

L’acaro si riconosce facilmente ad occhio nudo sul corpo dell’ape e sulle larve. E’ di colore rosso/nero e può sembrare un pidocchio o una pulce.

Per oggi la prima parte dell’articolo è concluso ci vediamo al prossimo.

Grazie

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