Normative & Obblighi Apicoltori

Salve a tutti, oggi tratteremo un tema delicato, cioè le norme e gli obblighi a cui l’apicoltore è tenuto a rispettare nei limiti previsti delle leggi che le regolano.

Prima di incamminarci in questa difficile e lunga camminata insieme verso le gli obblighi a cui siamo tutti sottoposti e che dobbiamo rispettare, vorremmo fare delle premesse:

  • Essendo “noi” dello Staff Apicoltori della regione LAZIO utilizziamo modelli e normative della nostra regione, ciò non toglie il fatto che alcune normative e leggi debbano comunque essere rispettate a carattere NAZIONALE;
  • Qualsiasi dubbio vi ponete dopo la lettura del seguente articolo, la cosa migliore è rivolgersi alla vostra ASL Veterinaria di zona o appartenenza;

Prima di iniziare vorremmo assicurarci se avete già letto questi articoli:

Allestimento del vostro apiario   Gli attrezzi dell apicoltore L arnia

 

Raccomandazioni

Prima di iniziare l’attività di Apicoltore, è raccomandazione utilizzare sempre la maschera o la tuta ogni volta che ti avvicini all’alveare. Bisogna sempre tenere a portata di mano, nelle immediate vicinanze dell’apiario un pronto soccorso.

Ciascun apicoltore che inizierà l’attività apistica dovrà possedere il seguente materiale di base:

  • Affumicatore
  • Leva
  • Maschera
  • Camiciotto con maschera
  • Tuta completa [Non utilizzare capi in “pile”, è un attrattore naturale per le api, e rimangono impigliate fra le fibre e risulta difficile togliere (Fonte da un Apicoltore Siciliano)]
  • Guanti

Nel loro insieme questi vengono chiamati DPI cioè Dispositivi di Protezione Individuale;

Bisogna coprirsi bene

Criteri da rispettare

  • Corretto posizionamento degli alveari;
  • Trattamento degli sciami naturali raccolti;
  • Identificazione degli alveari: Esatto proprio così se fino a ieri eravate convinti che l’unica cosa da fare per essere in regola era soltanto apporre il codice identificativo apistico nelle immediate vicinanze. Siete tenuti anche a riportare su ogni singola arnia il codice identificativo ed il numero progressivo di numerazione;
  • Trattamenti farmacologici antivarroa;
  • Buon invernamento delle famiglie;
  • Somministrazione di nutrizione zuccherina o proteica: Evitare assolutamente di somministrare direttamente miele per evitare la diffusione di malattie;
  • Manutenzione dell’attrezzatura apistica ;
  • Periodico rinnovo dei telai e telaini;
  • Prevenzione della sciamatura;
  • Marcatura delle api regine;
  • Evitare lo spostamento di telai tra famiglie ma farlo solo quando si è certi del loro stato di sanitario;

Le Buone Pratiche di Allevamento in apiario (BPA)

Le buone pratiche di allevamento in apiario (BPA) consistono in una corretta gestione degli alveari
posseduti, garantendo la salute delle api; al tempo stesso, l’applicazione delle buone pratiche
apistiche permettono anche di ottenere prodotti dell’alveare di qualità, nel rispetto della salute del
consumatore.

Le buone pratiche che normalmente dovrebbero essere adottate in apiario sono:

1.Ubicare gli apiari in zone facilmente raggiungibili anche con la macchina, in luoghi soleggiati in inverno, ombreggiati in estate, non umidi, non esposti ai venti freddi e non soggetti a fonti di inquinamento ambientale (ad esempio, zone fortemente vocate per l’agricoltura intensiva o
fortemente industrializzate);

2. non superare il numero di 40 – 50 alveari/apiario;
3. distanziare gli alveari tra loro di 30 – 40 cm per favorire riunioni delle famiglie e prevenire i
fenomeni di deriva;
4. inclinare leggermente verso l’avanti le arnie per favorire la fuoriuscita di acqua
eventualmente entrata e per facilitare l’allontanamento delle api morte dalle spazzine;
5. sollevare gli alveari da terra di circa 40 cm per evitare l’entrata di insetti/animali/acqua e per
consentire una posizione più comoda dell’apicoltore durante la visita in apiario;
6. orientare la porticina di volo delle api a sud/sud-est per evitare l’esposizione a venti freddi;
7. alternare arnie di colore diverso e/o realizzare disegni/forme/colori diversi sul frontalino ed
evitare di posizionare troppi alveari su una stessa fila, per diminuire i fenomeni di deriva;
8. effettuare una selezione dei fornitori;
9. rispettare un periodo di quarantena per tutte le introduzioni di nuovi sciami e famiglie in
apiario;
10. identificare gli alveari mediante codice aziendale e numerazione progressiva;
11. verificare, nel corso dell’anno, lo stato di salute degli alveari e registrare le eventuali
anomalie ricercandone la causa, anche ricorrendo al supporto di personale qualificato ed alle analisi
di laboratorio;
12. adottare tecniche per la prevenzione ed il monitoraggio della varroatosi: effettuare i
trattamenti quando previsti, su tutti gli alveari di ogni apiario e, lì dove possibile,
contemporaneamente agli altri apicoltori della zona; ruotare i principi attivi; utilizzare arnie con
fondo a rete antivarroa; monitorare il livello d’infestazione effettuando, a campione, la conta della
caduta di varroa; fare ricorso anche alla lotta integrata ricorrendo al blocco della covata,
all’asportazione della covata maschile, etc.;
13 effettuare un corretto impiego del farmaco: sempre in assenza di melario, utilizzando solo
prodotti consentiti per l’apicoltura e rispettando la posologia, le modalità, le epoche di trattamento
ed i tempi di sospensione (lì dove previsti) dei diversi principi attivi; registrare i trattamenti
effettuati ed il numero di alveari trattati;
sostituire regolarmente i favi (almeno 3-4 favi per alveare/anno);
14 sostituire regolarmente le regine (al massimo ogni 2-3 anni);
15 adottare opportune tecniche per la selezione di regine che manifestano, nella specifica realtà
ambientale (altitudine e temperatura) di ciascun allevamento, caratteri di resistenza alle malattie,
comportamento igienico, docilità, bassa tendenza alla sciamatura ed elevata produttività;
16 verificare l’etichettatura ed il tipo di alimenti somministrati alle api, anche alla luce della
salubrità del miele prodotto;
17 utilizzare acqua potabile per l’alimentazione delle api (es. nella produzione di sciroppo
zuccherino);
18 lasciare a disposizione acqua da bere alle famiglie nei periodi particolarmente caldi e curare
la nutrizione delle api in caso di condizioni metereologiche sfavorevoli (es. durante il periodo
invernale, oppure in caso di primavere fortemente piovose);
18 non somministrare miele alle api per prevenire la trasmissione di malattie;
19 prevenire fenomeni di saccheggio: non tenere in apiario famiglie malate, indebolite e quindi
predisposte ad essere saccheggiate; effettuare la manutenzione delle arnie; quando necessario, ad
esempio, alla fine periodo di raccolta nettarifera, riposizionare nelle arnie le porticine di entrata con
accessi ristretti;
20 effettuare un buon invernamento delle famiglie: ridurre il numero dei telaini, inserire il
diaframma, inserire il cassettino diagnostico, ridurre le porticine, alimentare se necessario, etc.) ;
21 effettuare, nei limiti del possibile, un moderato impiego dell’affumicatore (per rispettare il
benessere delle api e per evitare possibili rischi di residui nel miele);
22 utilizzare l’escludiregina;
23 verificare la non tossicità delle vernici e di tutte le sostanze destinate ad entrare in contatto
con le api (es. disinfettanti, trattamenti chimici per il legno, etc.);
24 non trasferire favi da una famiglia ad un’altra (es. in caso di livellamento della forza) se non
si è certi dello stato sanitario degli alveari;
25 effettuare il periodico sfalcio dell’erba davanti agli alveari per evitare difficoltà delle api ad
accedere all’entrata dell’alveare e per evitare l’introduzione di animali estranei nell’arnia:
26 tenere in modo ordinato l’apiario e non lasciare incustodite attrezzature vecchie od infette;
27 curare la pulizia dell’abbigliamento e del materiale apistico in genere;
28 effettuare la dovuta manutenzione e, quando necessario, rinnovare il materiale apistico;
29 separare le arnie malate dalle sane;
30 eliminare, se necessario, le famiglie malate e allevare solo famiglie sane e forti;
31 alimentare/riunire le famiglie deboli o sprovviste di scorte;
32 raccogliere il miele solo quando sufficientemente disidratato dalle api (es. almeno ¾ delle
cellette sono opercolate) ed evitare la sua contaminazione con sostanze repellenti (es. utilizzate per la smielatura) o comunque fortemente aromatiche;
33 richiedere l’assistenza sanitaria e ricorrere a personale qualificato ogni volta che risulti
necessario.

L’applicazione delle buone prassi di allevamento in apiario comporterà una prevenzione delle
malattie delle api ed una diminuzione dei costi necessari al rimpiazzo degli alveari, un aumento
delle produzioni dal punto di vista quali-quantitativo ed un costante miglioramento del patrimonio
genetico delle api possedute.

Obblighi degli apicoltori (Aggiornamento 22/11/2018)

Nel territorio della Regione Lazio distinguiamo 2 tipologie di Apicoltori:

  • Con meno di 10 alveari
  • Con più di 10 alveari
Apiario Foto da @Francesco da Roma

Apicoltore con meno di 10 alveari

Sei un Apicoltore alle prime armi, e possiedi meno di 10 alveari allora rientri in questa categoria, e verrai chiamato “Autoconsumo“, questo vuol dire che qualsiasi cosa produci con le tue api dal miele al polline e tanto altro dovrai utilizzarlo per uso domestico o familiare e non sei autorizzato a venderlo a terzi;

Inoltre dovrai per Legge seguire i seguenti punti:

  1. Iscriverti all’Anagrafe Apistica, la quale dovrà rilasciarti un Codice Aziendale rilasciato dalla AUSL di appartenenza;
  2. Comunicare al Servizio Veterinario di appartenenza la consistenza degli apiari denunciando i tuoi alveari;
  3. Avere un registro di consistenza degli apiari;
  4. Utilizzare la dichiarazione di provenienza e di destinazione delle api nel caso di spostamenti a qualsiasi titolo di alveari, sciami, pacchi d’ape e regine. Tale dichiarazione
    deve essere sottoscritta sia dal detentore degli animali (apicoltore) che dal veterinario
    ufficiale.

Per fare l’iscrizione ed il censimento dovrai seguire una di queste tre alternative:

  • Recarti direttamente alla tua ASL Veterinaria di appartenenza o di zona;
  • Iscriverti ad un’associazione apistica regionale o nazionale la quale delegherai per fare tutte le tue pratiche apistiche compresa: iscrizione e censimento;
  • Cliccare sul sito Ministero della salute  seguendo le istruzioni o chiamando il numero verde

Dopo che ti rilasceranno il Codice Apistico Aziendale Identificativo, dovrai stamparlo, possibilmente plastificandolo e porre nelle immediate vicinanze dell’apiario e sulle arnie e portasciami e nuclei di fecondazione;

Attenzione sei passibile di sanzioni se non lo fate;

Apicoltore con più di 10 alveari

Ovviamente vale la stessa cosa citata sopra, ma si aggiungono delle cose come:

  • Registro Trattamenti  (con obbligo di vidimazione da parte del Servizio Veterinario competente per territorio e la copertina deve essere di colore “Verde”)
  • Registro Alimenti somministrati alle api
  • Registro delle analisi effettuate

Presta Attenzione!

Adesso che avete un’infarinatura generale di quello che dovete fare, sedetevi perché adesso arriva la parte difficile e complicata.

Prima abbiamo detto che esistono due categorie di Apicoltori quelli che meno di 10 alveari e quelli con più di 10 alveari, ma purtroppo non è così semplice, cercheremo di semplificare quanto più possibile per aiutarvi a capire meglio.

Supponiamo che superate il limite di 10 alveari, allora avete a disposizione 3 strade da prendere:

  1. [SEMPLIFICATA] + Laboratorio Apistico (Fino a 50 alveari) oppure chiamata anche REGISTRAZIONE E CONTROLLO DEI LABORATORI DI SMIELATURA
    NON CONTEMPLATI DAL REG. 852/2004.
  2. [SCIA]+ Appoggio Laboratorio Apistico Temporaneo (Più di 50 alveari)
  3. [PROFESSIONISTA] + Laboratorio (Vedi Regolamento CE 852 del 2004)(Più di 50 alveari)

In tutti e tre i casi, è obbligatoria la partita iva; Quale partita iva? questo lo dovete chiedere al vostro commercialista…

[SEMPLIFICATA] 

Facendo riferimento alla normativa comunitaria vigente e soprattutto ai principi fondamentali su cui si basa la tutela del consumatore, l’apicoltore deve garantire:

  • la protezione dei prodotti o degli alimenti destinati alle api da contaminazioni chimiche, fisiche,biologiche, da parassiti, animali ed insetti
  • le misure di pulizia e disinfezione dei locali, delle attrezzature e delle arnie
  • il controllo delle malattie delle api
  • la buona salute e formazione del personale addetto alla manipolazione,

Inoltre:

  • Il miele confezionato deve essere etichettato ai sensi della normativa vigente e deve essere garantita la tranciabilità del prodotto.
  • L’apicoltore deve detenere il registro dei trattamenti medicinali ai sensi del D. Lvo 158/06.
  • L’apicoltore deve consentire al Servizio Veterinario della ASL competente di effettuare tutti i controlli igienico-sanitari ritenuti opportuni.
  • L’apicoltore deve seguire la procedura da lui descritta (un piano di autocontrollo) che può essere basata su manuali di corretta prassi igienica ai fini del controllo dei rischi nella produzione primaria e nelle operazioni associate.

Requisiti applicabili ai locali utilizzati principalmente come abitazione privata ma dove
gli alimenti sono regolarmente preparati per essere commercializzati:

  • I locali destinati alle operazioni di smielatura, confezionamento e deposito dei prodotti
    dell’alveare devono essere ben areati ed illuminati, nonché mantenuti puliti in modo tale da
    evitare rischi di contaminazione, in particolare da parte di animali e di animali infestanti.
  • Devono essere disponibili appropriate attrezzature per mantenere un’adeguata igiene personale (servizio igienico non necessariamente contiguo al laboratorio);
  • Le superfici di lavoro devono essere in buone condizioni, facili da pulire e, se necessario, da disinfettare; a tal fine si richiedono materiali lisci, lavabili, resistenti alla corrosione e non tossici, a meno che gli operatori alimentari non dimostrino all’autorità competente che altri materiali utilizzati sono adatti allo scopo;
  • Devono essere presenti procedure scritte per la pulizia e, se necessario, la disinfezione degli strumenti di lavoro e dei locali;
  • Deve essere disponibile acqua potabile calda e/o fredda;
  • I prodotti alimentari devono essere collocati in modo da evitare, per quanto ragionevolmente possibile, i rischi di contaminazione;
  • Durante le operazioni di smielatura e di confezionamento non devono essere presenti mobili o altre strutture o materiali non lavabili e disinfettabili;
  • Tutte le attrezzature, mobili ed utensili devono essere mantenuti in perfette condizioni di pulizia e di manutenzione;
  • Le attrezzature e gli utensili destinati alla smielatura ed al confezionamento del miele
    (disopercolatori, smielatori, maturatori, ecc.) devono essere in materiale idoneo a venire in
    contatto con gli alimenti e con caratteristiche tali da permettere una facile pulizia;
  • Nei locali di lavorazione non devono essere presenti detersivi, disinfettanti o altri prodotti che potrebbero comunque alterare o contaminare il miele;
  • Il miele confezionato, i barattoli e gli altri contenitori vuoti ed i melari devono essere depositati in locali facilmente pulibili e mantenuti in buone condizioni igieniche.
  • Il locale utilizzato per la smielatura ed il confezionamento potrà essere adibito anche al deposito del miele confezionato, delle attrezzature e dei melari durante la stagione invernale, nonché all’attività di vendita purché le attività siano effettuate in tempi diversi ed a conclusione di ogni precedente operazione.
  • Tutte le attività e le operazioni svolte nell’ambito della propria attività di apicoltore, dall’allevamento alla produzione di alimento, dovranno essere descritte dettagliatamente in una procedura che consenta di attuare corrette prassi operative in materia di igiene e la eventuale individuazione di rischi e loro rimozione. Tale procedura dovrà essere presente al momento della registrazione.

Attenzione i requisiti del laboratorio apistico sono diversi da quelli secondo Regolamento CE 852 del 2004 perciò vi invitiamo a contattare la SIPS cioè SERVIZIO IGIENE E SANITA’ PUBBLICA  potete trovarli su questo sito (Se siete della provincia di Roma) inoltre vi invitiamo anche a contattatare la vostra ASL Veterinaria per eventuali chiarimenti oppure Contattaci

[SCIA]

Se siete arrivati fino a qui, allora siamo molto felici, perchè vuol dire che siete veramente interessati e questo ci fa piacere…

La differenza sostanziale sta nel fatto che vi avvalete di un laboratorio esterno oppure locazione temporanea (Affitto laboratorio). In questo modo una ditta esterna si fa carico della burocrazia e tanto altro.

Vantaggi

  • Avere un laboratorio apistico secondo HACCP e a norma. Il quale ti garantisce la massima sicurezza per gli operatori e i prodotti durante tutto il processo;
  • Attrezzature professionali ad un costo ridotto;

svantaggi

  • I prezzi!!!:
Mezza giornata (3 ore massimo) € 50,00 circa
Intera giornata ( 8 ore massimo) € 90,00 circa 
Affitto maturatore € 10.00 circa

[PROFESSIONISTA] + Laboratorio (Vedi Regolamento CE 852 del 2004)(Più di 50 alveari)

Apicoltore professionista con laboratorio secondo le ultime norme vigenti.

Consigliamo di contattare la SIPS di zona e l’ASL Veterinaria per eventuali chiarimenti.

 

 

Fonti:

11/07/2013 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO – N. 56

 

 

OBBLIGHI DI LEGGE PER CHI PRATICA L’APICOLTURA IN ITALIA

Chiunque intenda cominciare l’attività di apicoltura oppure avere un solo alveare, ha l’obbligo di registrare le sue postazioni all’anagrafe apistica nazionale (Banca Dati Apistica Nazionale, comunemente chiamata BDA) attraverso il portale del sistema informatico veterinario, per poi ottenere un codice identificativo da esporre:

  • A vista nei pressi dell’apiario, ad esempio noi dello “STAFF” ce l’abbiamo sul cancello della rete dell’apiario;
  • All’esterno delle arnie e portasciami;

Inoltre bisogna esporre un n° progressivo ad ogni arnia e portasciami;

Chi non rispetta questo obbligo è soggetto a sanzioni da 1.000 a 4.000 €;

Il cartello con il Codice Identificativo deve avere i seguenti requisiti:

  • Di materiale resistente alla pioggia e agenti atmosferici e non deteriorabile nel tempo (noi consigliamo di plastificarlo)
  • Dimensione minime del formato A4
  • Colore fondo Bianco
  • Riportare la scritta “Anagrafe Apistica Nazionale D.M 04/12/2009” + codice identificativo dell’apicoltore (Vedi foto)
  • Caratteri di colore Nero con altezza minima di 4 cm, stampati o scritti con inchiostro/vernice indelebile
  • Visibile nelle immediate vicinanze dell’apiario
Cartello Codice Identificativo Apicoltore fonte Pistoia A. Apicoltura tecnica e pratica (libro)

 

ALLEGATO C cosè e perchè non ne avete mai sentito parlare?

Mi riferisco alle due tipologie di apicoltori (Con meno di 10 alveari e più di 10 alveari) siete per legge obbligati a compilare un documento di accompagnamento nel caso Vendete/acquistate:

  • Alveari
  • Nuclei/Sciami
  • Pacchi d’api
  • Api regine

è un semplice modulo che vi viene fornito dalla vostra ASL di appartenenza, nella quale verrà poi firmata dalla stessa ASL per confermare l’operazione; (Vedi Foto FacSimile)

Curiosità

E’ possibile avere più apiari all’interno della stessa proprietà purché rispettano i requisiti citati;

 

 

Per oggi abbiamo concluso, ci vediamo al prossimo articolo.

Grazie

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