Peste Americana

Salve a tutti oggi parleremo di una malattia molto grave che colpisce la covata della colonia, conosciuta con il nome di: Peste Americana;

Avete già letto gli articoli: Fasi di sviluppo delle api Il coleottero Aethina Tumida LA VARROA parte I

Caratteristiche 

La peste americana è causata da un batterio sporigeno chiamato Paenibacillus larvae, classificato in 4 classi di ceppi batterici denominati:

  • Eric I: diffuso sopratutto in Europa e in America;
  • Eric II: presente solo in Europa;
  • Eric III
  • Eric IV

Cause della malattia

Il batterio si genera grazie alla forma di “spora” riproducendosi in poco tempo. Da un solo batterio, dopo 24 h se ne possono formare 250 milioni. La “spora” resiste molto alle condizioni ambientali più avverse, questo perché possiede una membrana di rivestimento che la protegge dall’esterno. La spora per germinare cioè per far si che si “attivi” abbandonando la fase di riposo, necessità di un ambiente idoneo, che gli favorisca protezione. L’unico ambiente adatto a loro è proprio l’apparato digerente delle larve. Dopo circa 12-14 h dall’ingestione, iniziano a germinare, riproducendosi attaccando l’organismo infettato. Nei giorni successivi, dopo la morte della larva, i batteri si trasformano di nuovo in spore, infettando le larve successive. In genere, il ceppo più virulento si differenzia dal tempo impiegato che mette per uccidere una larva. Tanto maggiore sarà il tempo, meno virulento sarà il batterio.  Nel caso di Eric I la larva muore dopo 9 giorni.

Sintomi

Per identificare se la vostra famiglia è stata colpita bisogna conoscere perfettamente il processo di sviluppo delle larve. Puoi vederlo qui: Fasi di sviluppo delle api. Normalmente la forma del batterio si moltiplica nell’intestino della larva, ma in presenza di Eric I non riesce a penetrare le pareti e moltiplicarsi nei tessuti fino a che la larva non assume la posizione orizzontale. Normalmente non vi sono sintomi visibili fino a che la larva non muore del tutto. Il primo sintomo osservabile è il cambiamento di colore dell’opercolo, che può diventare quasi nero. Le celle diventano bagnate, umide,caratterizzate da una depressione al centro. Le api, successivamente percepiscono una anormalità delle cella, quindi procedono a sostituirla rimuovendone il contenuto. Questi fori che si formano sul telaio, hanno delle forme leggermente diverse dalla classica forma regolare.

Un’altro sintomo molto evidente è la colorazione delle larve che passa da bianco lucido a giallo/grigio con delle macchie. Il colore però varia molto, sopratutto dipende da quanto tempo è trascorso da quando la larva è morta.

Colore covata malata

Tecnica dello stuzzicadenti 

Inserisci uno stuzzicadenti pulito nella cella del telaio, se al momento dell’estrazione si forma un filamento di alcuni centimetri di color marrone scuro , che rompendosi torna a modo di “elastico” dentro la cella, allora senza ombra di dubbio ti trovi di fronte ad un telaio contaminato da peste americana.  Successivamente lascia lo stuzzicadenti infilzato dentro la cella contaminata per evitare che possa essere fonte di contagio per altre famiglie. Una sola larva morta può contenere anche 2.5 miliardi di spore, un numero abbastanza sufficiente da infettare un apiario formato da 40 arnie.

Può capitare che le larve siano ai primi stadi di decomposizione quindi la tipica caratteristica “elastica” sopra descritta potrebbe non essere così evidente. Non è perciò il caso di prendere decisioni prima di avere una diagnosi sicura della malattia, ottenibile solo attraverso un’analisi di laboratorio.

Reazione “elastico” con tecnica spillo

Esiste però un kit fornito dai veterinari e dalle aziende farmaceutiche, in cui è possibile essere certi o meno della presenza di peste americana. Si preleva la larva, presunta “infetta” e la si introduce nel flacone fornito dal kit. Si agita il flacone per circa 30 secondi, successivamente si aggiunge un liquido, fornito dal kit. Inserendo poi la provetta all’interno della dispositivo, ci darà in tempo reale se il risultato è “positivo” o “negativo”.

Kit provetta per diagnosi peste americana

Come intervenire in caso il Test sia “positivo”

Abbiamo appena costatato che la nostra colonia di api è stata contaminata dalla “peste americana” . Esistono diversi metodi che possiamo utilizzare per il trattamento e la cura delle api:

  • Chemioterapia: Sulfamidi e antibiotici
  • Messa a sciame
  • Soppressione della famiglia

Chemioterapia

Purtroppo per noi italiani, l’uso di antibiotici contro la peste americana non è consentito per legge. L’unico Stato che consente l’uso di antibiotici per trattare questa patologia, sono gli Stati Uniti d’America. Attualmente in Italia, si utilizzano farmaci che bloccano il germe, conservando inalterata la vitalità, quindi vivo e presenta, ma “controllato”. Inoltre l’impiego di farmaci non autorizzati come sulfamidici, ed il loro ritrovamento comporta pesanti sanzioni.

Messa a sciame

Questo metodo è stato provato più volte e sperimentato ma non risulta efficace.

Consiste nel trasferire le sole api adulte in un’arnia sterile, provvista di soli fogli cerei, mantenute in un luogo fresco e asciutto, lontano da tutte. Dopo che le api avranno costruito i favi, andranno nuovamente travasate in un’altra arnia sterile, provvista di nuovi fogli cereii. Dopo alcuni giorni ricollocarle all’interno dell’apiario di origine. Per tutta tutto il tempo del trattamento la regina va mantenuta ingabbiata, impedendole di covare.

Soppressione della famiglia

Purtroppo l’unico metodo che attualmente è utilizzato e consigliato, consiste nella soppressione delle colonie contaminate.

Ecco la procedura corretta:

  • Attendere la notte
  • Chiudere l’arnia ermeticamente, controllando che non ci siano fori di uscita o di entrata.
  • Utilizzando il foro del coprifavo, facendo attenzione a non far uscire le api, si procede  nell’introdurre anidrite solforosa, con una bomboletta spray, oppure si versa un bicchiere di benzina.
  • Scavare una buca di almeno 50-60 cm e sufficientemente larga da contenere tutte le arnie contaminate.
  • Accendere un fuoco dentro la buca
  • Inserire le arnie dentro la buca

Attenzione PRIMA si accende il fuoco dentro la buca e poi si inseriscono le arnie. Questo perché il fuoco brucerà dal basso verso l’altro evitando di far colare la cera. Se il fuoco fosse acceso successivamente dall’alto verso il basso, prima di bruciare, il miele avrebbe il tempo di colare sul fondo della buca conservando vive le spore.

Disinfezione e sterilizzazione del materiale contaminato

Il materiale utilizzato vedi qui: Gli attrezzi dell’apicoltore va sterilizzato o adeguatamente disinfettato. Gli unici metodi di sterilizzazione che attualmente esistono e danno sicurezza sono l’impiego dei raggi gamma, del vapore secco a 130 °C e l’immersione in paraffina a 120°C. I primi due metodi richiedono impianti centralizzati che effettuino attività per conto di terzi. Mentre con i raggi gamma si può sterilizzare qualunque materiale si possieda. Se non è possibile utilizzare questi metodi, si procede nel seguente modo:

  • I materiali termoresistenti vanno trattati con la fiamma azzurra
  • L’arnia va prima raschiata con cura, poi lavata dentro e fuori con acqua calda e soda caustica, e trattata con fiamma azzurra

Ricetta per disinfettare l’arnia: 1 kg di Soda caustica : 20 l di acqua

L’unico metodo che garantisce efficacia al 100% è quello di immergere completamente le arnie dentro dei contenitori, con dentro della cera minerale (paraffina) a Temperatura superiore a 120°C.

La peste americana rappresenta una delle tante malattie a cui una colonia d’api può essere soggetta.  L’apicoltore è tenuto a denunciare obbligatoriamente secondo il regolamento di polizia veterinaria DPR 320/1954. Inoltre secondo art 154 comma 3:

Sono da considerarsi sospetti tutti gli apiari situati nel raggio di volo delle api, calcolato in almeno 3 chilometri dall’apiario.

Inoltre qualsiasi prodotto medicamentoso utilizzato per trattare le arnie, deve essere prescritto e sotto controllo del veterinario di zona.

Attenzione la presenza di spore non indica la presenza di malattia, questo vuol dire che le misure di distruzione si applicano solo nei confronti delle famiglie con malattia clinicamente conclamata e che tali misure devono essere condotte con la massima rapidità anche sulla base del solo riscontro clinico.

Per oggi l’articolo è concluso, ci vediamo al prossimo. Lascia un commento oppure scrivici se hai dei dubbi, e ti risponderemo subito.

Grazie

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